Dimmi cosa mangi e ti diro' che clima fara'
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Dimmi cosa mangi e ti diro' che clima fara'

NELL'AMBITO DEL PROGETTO STEADFAST DI CIVICA RESEARCH, VALENTINA BOSETTI (BOCCONI) E SILVIA PIANTA (EUI) STANNO STUDIANDO IL RUOLO DEL CAMBIAMENTO DELLE ABITUDINI ALIMENTARI NELLA MITIGAZIONE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

Quando pensiamo agli strumenti utili a raggiungere gli obiettivi climatici, come il contenimento dell’aumento della temperatura media a 1,5 gradi al di sopra di quella dell’età pre-industriale, la gran parte di noi visualizza pale eoliche, pannelli solari e auto elettriche. Anche i modelli di politica climatica attualmente in uso, i cosiddetti Integrated Assessment Models (IAM), volendo mutuare e combinare intuizioni dalla scienza del clima, dall'ingegneria e dall'economia per valutare come i processi industriali e agricoli possano essere modificati per affrontare al meglio il riscaldamento globale, finiscono per considerare soprattutto l’aspetto tecnologico.
 
Il progetto Sustainable Energy and Food Transitions (STEADFAST) dell’alleanza CIVICA Research, si propone invece di investigare il ruolo che possono ricoprire i nostri comportamenti, in termini di riduzione della domanda di energia e di mutamenti delle abitudini alimentari – il consumo di proteine animali ha, infatti, un impatto dirompente, e non ben compreso dall’opinione pubblica, sull’emissione di gas serra. Secondo stime recentemente pubblicate su Nature Food, il sistema alimentare è responsabile di un terzo delle emissioni di gas serra attribuibili all’uomo.
 
Aleh Cherp (Central European University) sta studiando i cambiamenti della domanda individuale di energia. Valentina Bosetti (Università Bocconi) e Silvia Pianta (European University Institute), insieme a Elina Brutschin (International Institute for Applied Systems Analysis – IIASA), stanno invece indagando la possibilità di affinare gli IAM con l’inclusione di stime più raffinate dell’andamento dei consumi di carne e proteine animali. “Nella gran parte dei casi,” afferma Pianta, “il consumo di carne viene modellato negli IAM come funzione dello sviluppo economico e dei prezzi, in una logica prettamente economica. La psicologia e altre scienze sociali suggeriscono invece che siano in gioco altre variabili socio-culturali: norme sociali, appartenenza religiosa e una crescente consapevolezza individuale, solo per fare alcuni esempi.”

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Dai primi dati raccolti, risulta che la relazione tra reddito e consumo di carne è valida solo fino a un certo livello di benessere – di lì in poi, i consumi diminuiscono per scelte individuali legate alla salute o all’etica. Anche il legame con l’istruzione non è scontato: quando il livello medio di istruzione aumenta, i consumi di carne aumentano, ma l’istruzione secondaria delle donne fa eccezione. Nelle società in cui l’uguaglianza di genere aumenta, inoltre, il consumo di carne diminuisce.
 
Per ora, le studiose stanno confrontando le loro proiezioni (che incorporano i cambiamenti nelle abitudini alimentari dettati da ragioni non solo economiche ma anche sociali e culturali) con quelle degli scenari climatici più diffusi e i risultati preliminari suggeriscono che il contributo (positivo) dei cambiamenti dei comportamenti individuali siano stati, fino ad ora, sottostimati. “Ne deriverebbero un forte richiamo alla responsabilità personale e la necessità di diffondere ulteriormente la consapevolezza del ruolo ambientale del consumo di carne,” conclude Bosetti.
 
Le politiche pubbliche possono incentivare o accelerare cambiamenti di abitudini alimentari spesso già in atto, aiutando a ridurre il consumo di carne e promuovendo il consumo di proteine alternative a quelle animali. Persino la sostituzione della carne di manzo e dei latticini con altre forme di proteine animali potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra. Uno dei prossimi step del progetto sarà, allora, una survey che indagherà il supporto pubblico per diverse politiche pubbliche che possono contribuire a ridurre il consumo di carne.
 
CIVICA Research riunisce i ricercatori di otto università europee leader nelle scienze sociali per contribuire alla conoscenza e alle soluzioni delle sfide più pressanti del mondo. Il progetto mira a rafforzare il pilastro di ricerca e innovazione dell'alleanza universitaria europea CIVICA. CIVICA Research è co-finanziato dal programma di ricerca e innovazione dell'UE Horizon 2020. Per rimanere aggiornati sugli sviluppi e le opportunità di CIVICA Research, iscriviti alla newsletter (in inglese).
 

di Fabio Todesco
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