Due Premi Nobel festeggiano il LEAP alla Bocconi
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Due Premi Nobel festeggiano il LEAP alla Bocconi

ABHIJIT BANERJEE E ESTHER DUFLO INTERVERRANNO ALLA CONFERENCE DEL LABORATORY FOR EFFECTIVE ANTI POVERTY POLICIES, SUPPORTATO DALLA FONDAZIONE ROMEO ED ENRICA INVERNIZZI

Due Premi Nobel per l’Economia, Abhijit Banerjee e Esther Duflo, partecipano alle celebrazioni per i primi cinque anni di attività del LEAP, il Laboratory for Effective Anti-poverty Policies dell’Università (27 e 28 giugno, clicca qui per leggere il programma). Il laboratorio è supportato dalla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, che ha appena rinnovato il suo impegno a fianco del laboratorio di economia dello sviluppo per il quadriennio 2022-2025. 
 
Il LEAP e laboratori analoghi come Abdul Latif Jameel Poverty Action Lab (J-PAL) creato da Banerjee e Duflo stanno dimostrando che una rigorosa valutazione delle politiche di lotta alla povertà economica, educativa e sociale porta a un miglioramento delle condizioni generali non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli avanzati. Tra i 16 nuovi progetti avviati da LEAP nel 2021, se ne contano infatti anche due in Italia e uno in Svizzera.
 
Avviato nel 2016, il LEAP è cresciuto negli anni fino a contare 18 docenti e ricercatori (erano 4 al momento del lancio) e 16 studenti affiliati. “In questi anni è aumentata la massa critica intellettuale,” dice la direttrice esecutiva, Lucia Corno, “e siamo riusciti a consolidare il nostro network internazionale, che comprende laboratori dalle finalità analoghe, come J-PAL e l’Innovations for Poverty Action (IPA), ma anche organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale, e molteplici ONG, tra cui Action Aid, BRAC, Save the Children, etc. Inoltre, abbiamo cominciato a lavorare con il Governo italiano, soprattutto sui temi legati alla scuola e alla formazione.”
 
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Nel corso della LEAP Conference del 27-28 giugno, gli studiosi del laboratorio si confronteranno con star del mondo accademico e giovani emergenti sui temi cari a LEAP: istruzione, lavoro, salute, norme sociali e di genere, migrazione, microfinanza e agricoltura. 
 
“Nell’attività del LEAP si può scorgere non solo l’ampiezza dei temi affrontati, ma anche un filo rosso metodologico,” dice la direttrice scientifica, Eliana La Ferrara, “filo che va dalla formulazione di ipotesi teoriche, alla raccolta di dati originali, alla valutazione dell’efficacia degli interventi di sviluppo.”
 
Come lavora LEAP?
 
Nella pratica attuale della ricerca in campo di sviluppo economico, il gold standard sono gli studi controllati randomizzati (randomized controlled trials). I ricercatori individuano una popolazione omogenea e scelgono in modo casuale a quale parte di essa applicare un determinato “trattamento” (l’intervento la cui efficacia si vuole valutare) e a quale no. Se si vuole valutare l’efficacia, in termini di rendimento scolastico, dell’assegnazione di un tutor agli studenti, per esempio, il trattamento consisterà nell’assegnazione del tutor e l’efficacia si potrà misurare in termini di media dei voti. Se, alla fine dell’esperimento, la popolazione trattata e quella non trattata mostreranno differenze significative nella media dei voti, l’effetto sarà attribuibile al ruolo dei tutor.
 
Questioni etiche e pratiche non rendono, però, sempre possibile l’organizzazione di esperimenti di questo tipo nelle scienze sociali e il LEAP utilizza almeno altre due metodologie.
 
La metodologia della difference-in-differences individua due popolazioni che abbiano mostrato in passato trend analoghi rispetto a una certa variabile, anche se a diversi livelli assoluti (per esempio, due nazioni in cui il tasso di abbandono scolastico si sia mosso in modo analogo negli ultimi anni, anche se in un caso è al 4% e nell’altro al 6%). I ricercatori osservano gli effetti di uno shock (per esempio l’introduzione di una politica che aumenta di un anno la durata della scuola dell’obbligo) che colpisce una delle due popolazioni e confrontano le differenze post-shock con le differenze pre-shock. Se il tasso di abbandono scolastico è diminuito nel paese che ha aumentato la durata della scuola dell’obbligo, l’effetto può essere attribuito alla riforma.
 
Infine, i ricercatori ricorrono a volte al cosiddetto regression discontinuity design, utile a comprendere gli effetti di politiche che interessano solo popolazioni con un parametro al di sotto o al di sopra di una certa soglia. In questo caso, si confrontano le subpopolazioni che si collocano immediatamente sopra e sotto la soglia, assumendo che siano molto simili sotto ogni altro aspetto. Se si vuole valutare l’effetto sulla corruzione di un sistema di elezione dei sindaci che viene introdotto solo per le città sopra i 15.000 abitanti, si potranno confrontare le differenze tra le città di 14.500-14.999 abitanti e quelle di 15.000-15.499 abitanti.
 
L’utilizzo di tutte queste metodologie consente di generare evidenza empirica affidabile per tracciare nessi causali che vadano dagli interventi di politica economica alle conseguenze sulle variabili di interesse, in primis lo sviluppo economico e sociale, che è al cuore dell’attività di LEAP. Solo se l’evidenza prodotta è credibile si può sperare che una determinata politica venga adottata e che abbia effetti duraturi.
 

di Fabio Todesco
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