Le scienze computazionali a supporto della ricerca oncologica
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Le scienze computazionali a supporto della ricerca oncologica

FRANCESCA BUFFA E' UNA DEI COORDINATORI DI UN PROGETTO FINANZIATO DALLA FONDAZIONE CELEGHIN SUI MARCATORI NEI PAZIENTI AFFETTI DA GLIOBLASTOMA

Francesca Buffa, del Dipartimento di Computing Sciences, è nel gruppo internazionale di ricerca sui biomarcatori dei pazienti affetti da glioblastoma, un tumore del cervello tra i più aggressivi. Il gruppo, che comprende anche il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Oxford, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana (AOUP) e la Fondazione Pisana per la Scienza, ha già prodotto evidenze di ricerca di grande interesse.
 
I risultati ottenuti finora hanno consentito infatti al gruppo di ricerca di partecipare al Bando 2022 della Fondazione Giovanni Celeghin Onlus con il progetto dal titolo: “Impatto dei marcatori circolanti nei pazienti affetti da glioblastoma” e di aggiudicarsi un finanziamento da 92mila euro.
 
Il progetto durerà due anni ed è coordinato da Francesca Buffa – professore ordinario al Dipartimento di Scienze computazionali della Bocconi nonché direttore del Laboratorio di Biologia computazionale e Genomica integrativa (CBIG Lab) del Dipartimento di Oncologia dell’Università Inglese di Oxford (UK) – insieme a Francesco Pasqualetti, medico specialista dell’Unità operativa di Radioterapia dell’AOUP.
 
Il glioblastoma (GBM) è il tumore cerebrale primario più aggressivo negli adulti, associato a una prognosi infausta. Anche se negli ultimi anni sono stati proposti diversi trattamenti sperimentali, la radio-chemioterapia (RT-CT) con temozolomide rappresenta ancora lo standard di cura dal 2005. Uno dei principali freni allo sviluppo di nuove terapie è rappresentato dalla scarsità di biomarcatori essenziali per guidare lo sviluppo di nuovi farmaci in grado di potenziare l’effetto delle radiazioni ionizzanti (che oggi rappresentano
l’arma principale nella terapia post-chirurgica dei glioblastomi) e bloccare la progressione tumorale. Alla base di questa lacuna un ruolo importante è rivestito dal fatto che l’analisi del tessuto tumorale prelevato dopo un intervento chirurgico ha troppe limitazioni per pianificare studi traslazionali utili per ampliare l’armamentario terapeutico contro il glioblastoma.
 
Lo studio di biomarcatori circolanti, presenti nel sangue di ogni paziente affetto da glioblastoma, potrebbe consentire di superare i limiti legati all’utilizzo del tessuto tumorale e sviluppare tutta una serie di nuovi marcatori prognostici e predittivi di risposta.
 
Questo studio ha l’obiettivo di proporre e valutare approcci sperimentali e computazionali innovativi nello studio dei pazienti affetti di glioblastoma. Attraverso una collaborazione con diversi Centri di Ricerca italiani, coordinati dal Dr. Francesco Pasqualetti e con la Fondazione Pisana per la Scienza, in particolare la Dott. Chiara Maria Mazzanti, saremo in grado di isolare delle microvescicole circolanti, chiamati esosomi, in pazienti affetti da glioblastoma. All’interno degli esosomi sono contenute numerose molecole di RNA, diverse a seconda dell’aggressività e delle caratteristiche biologiche del tumore che le ha prodotte. Grazie all’esperienza nelle scienze computazionali, nella genomica e nella trascrittomica dei gruppi di ricerca della Professoressa Francesca Buffa, sarà possibile studiare i meccanismi alla base della resistenza alle terapie valutando l’associazione tra la composizione degli RNA esosomiali e quelli tumorali. Sara possibile stratificare i pazienti studiati e gettare le basi per muoversi verso terapie individualizzate.
 
Grazie ai dati generati, il proseguimento di questo progetto sarà quello di disegnare per la prima volta studi di terapia personalizzata in pazienti affetti da glioblastoma. Una volta in grado di poter determinare per ogni paziente i meccanismi di resistenza ai trattamenti radio-chemioterapici, potremo studiare delle molecole in grado di inibirli.
 

di Ezio Renda
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