L'intelligenza artificiale per aiutare le pazienti di tumore al seno
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L'intelligenza artificiale per aiutare le pazienti di tumore al seno

ORIANA CIANI SEGUE PER LA BOCCONI IL PROGETTO CINDERELLA PER UN MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLE PAZIENTI NELLA SCELTA DELLE TECNICHE CHIRURGICHE CHE PRESERVINO LA LORO QUALITA' DI VITA DOPO L'INTERVENTO

L’Unione europea ha finanziato con 5 milioni di euro in 4 anni un progetto internazionale destinato ad aiutare le donne che hanno subito un intervento invasivo per un cancro al seno a mantenere il loro equilibrio psicologico. Il progetto Cinderella, di cui è capofila la Fundação Champalimaud di Lisbona, è una collaborazione di 10 istituzioni anche non sanitarie. Per l’Università Bocconi, che è l’altro ateneo italiano del gruppo di progetto insieme al S. Raffaele, è Oriana Ciani, Associate Professor of Practice alla SDA Bocconi, a curare il lavoro.
 
Il tumore al seno è una patologia purtroppo molto frequente, anzi è il più diffuso tipo di neoplasia tra le donne. Si stima che ogni anno nel mondo oltre due milioni di donne siano colpite da questa malattia, con circa 680mila decessi. Fortunatamente la medicina è sempre più in grado di permettere la guarigione delle pazienti, anche se ciò avviene il più delle volte con interventi chirurgici invasivi. E proprio per le pazienti che devono subire un intervento per rimuovere un tumore al seno è nato Cinderella.
 
Un intervento che risolve la malattia ma può segnare pesantemente il corpo ha forti ripercussioni sul benessere psicologico, anche perché appunto la paziente è già provata dalla grave patologia. È molto importante quindi rassicurare il più possibile la paziente fin da prima che l’intervento abbia luogo riguardo all’aspetto che quella parte avrà successivamente. Esistono infatti diverse tecniche chirurgiche e l’ideale sarebbe coinvolgere la paziente nella scelta, fermo restando il ruolo del chirurgo nella valutazione del profilo clinico della procedura.
 
Fino a qualche anno fa, ci si limitava a mostrare alle pazienti delle immagini di donne che avevano già fatto l’operazione. Poi si è passati ad affiancare le immagini di pazienti prima e dopo l’operazione. Più di recente si è aggiunta la possibilità di usare degli algoritmi predittivi elaborati dall’intelligenza artificiale, che sulla base di un gran numero di casi potrebbe mostrare a una paziente una simulazione delle varie tecniche su sé stessa.
 
Per conoscere tutte le implicazioni di questo approccio così innovativo, il progetto Cinderella prevede che nei cinque ospedali partecipanti siano seguite parallelamente le pazienti informate secondo i protocolli convenzionali e quelle (scelte in modo casuale) a cui viene somministrato il protocollo predittivo. Dopo sei mesi e dopo un anno si misurerà non soltanto la qualità di vita di ciascuna paziente ma si raccoglieranno anche dati sugli esiti a vari livelli delle diverse metodologie.
 
“L’aspetto più interessante sta proprio nell’approccio interdisciplinare del progetto” dice Oriana Ciani. “La Bocconi, che pure non ha una facoltà di medicina, è chiamata a svolgere le valutazioni multidimensionali di tipo economico, organizzativo e (per la prima volta) anche ambientale di ciascun approccio, in stretta collaborazione con i partner.”
 

di Andrea Costa
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