Fondazioni piu' snelle, digitali e innovatrici per superare la crisi sociale
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Fondazioni piu' snelle, digitali e innovatrici per superare la crisi sociale

DURANTE LA CRISI SANITARIA LE FONDAZIONI HANNO SPERIMENTATO UN'ACCELERAZIONE NELLA LORO INNOVAZIONE

Oltre allo Stato e alle imprese, con la crisi sanitaria hanno dovuto rivedere i loro piani di azione anche le Fondazioni, che sono spesso tra i protagonisti più attivi sul territorio per garantirne sviluppo e coesione. Il settore della filantropia italiana ha rivisto così il suo modello sia guardando alla propria organizzazione interna sia nei rapporti coi partner esterni.
 
L’attenzione si è focalizzata nel garantire processi più snelli di accesso ai fondi, nell’avviare maggiori consultazioni aperte e momenti di ascolto delle varie richieste ma soprattutto, come emerge dal progetto di ricerca in corso Filantropia strategica e attuale emergenza pandemica: quali impatti sull’azione filantropica, curato da Giuliana Baldassarre (SDA Lecturer di Government, Health & Not for Profit, Bocconi University), le organizzazioni senza fine di lucro sono arrivate anche ad ampliare il perimetro dei loro interventi, rivedendo se necessario la stessa mission che si erano date in origine, si sono mosse verso l’impostazione di progetti in un’ottica di partnership di lungo periodo e si stanno reinventando come cabine di regia, capaci di attivare e coordinare ulteriori raccolte fondi o donazioni liberali da parte di filantropi autonomi. Secondo lo stesso progetto di ricerca svolto in collaborazione con Italia non profit, sanità, povertà alimentare, digital education e assistenza domiciliare sono i campi in cui si sono concentrati, lo scorso anno, gli sforzi delle Fondazioni sia d’impresa sia di famiglia.

La crisi sanitaria ha avuto risvolti sociali tanto importanti da indurre il settore della filantropia ad adottare, per questioni di efficienza e tempestività, “strategie di digitalizzazione nelle relazioni con enti e beneficiari”, aggiunge Baldassarre. “E’ successo per esempio nell’ambito della didattica a distanza, raggiungendo un raggio di azione più ampio, in quello della comunicazione, avviando tra l’altro una nuova tipologia di eventi online, e ancora nel fundraising per creare nuove possibilità di contatto con donatori presenti e futuri”.

Non da ultimo per importanza, è cambiato il rapporto con il settore pubblico, che resta fondamentale per capacità di spesa e potenza di intervento. Ma, se da un lato vengono avviate interlocuzioni più frequenti con la p.a. e collaborazioni più strette con sindaci e assessori, a giudizio di Baldassarre, è altrettanto vero che adesso le Fondazioni sperimentano un grado maggiore di innovazione, avviando progetti pilota che, in quanto tali, presentano un profilo di rischio non sempre accettabile per lo Stato.

di Camillo Papini
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